Moda&Mood


Dress code anche per gli avatar
9 ottobre 2009, 09:50
Filed under: moda, web | Tag: , ,

Via i capelloni viola. Via i braccialetti punk. Via le tutine da sexy-cyborg. Niente più ali da Batman o codona da gatto Silvestro. Anche su Second Life le riunioni di lavoro saranno sobrie e non si potrà più incontrare l’amministratore delegato vestiti da drag queen. Entro il 2013 infatti il 70 per cento delle imprese emetteranno regole di comportamento e di abbigliamento per tutti gli impiegati che, rappresentando l’azienda, usino degli avatar in ambienti virtuali. A prevederlo è un rapporto di Gartner – società di analisi sull’industria dell’IT – secondo il quale gli alter-ego digitali si stanno sempre più diffondendo negli ambienti lavorativi, ripercuotendosi su comportamenti, regole ed etichette. Di qui la necessità, per le imprese, di gestire con oculatezza la propria presenza nei mondi virtuali, contraddistinti da una buona dose di libertà e di fantasia in tema di costumi e di comportamenti. Gli impiegati dovranno dunque tenere a freno la propria creatività estetica quando si muoveranno nella Second Life di turno. Anche perché, fino ad oggi, la moda imperante nei mondi digitali è sempre stata un bailamme carnevalesco di capigliature punk, vestiti provocanti e stravaganze di ogni genere: un look aiutato anche dal fatto che gran parte degli avatar sfoggiano fisici alla Baywatch. Tuttavia, con la crescita delle riunioni di lavoro online si pongono nuovi problemi di dress code. «Mentre cresce l’uso di ambienti virtuali a fini di business – ha dichiarato James Lundy, vice president di Gartner – le imprese devono capire che i loro dipendenti usano gli avatar in modo tale da influire sulla reputazione aziendale. Per questo consigliamo di stabilire dei codici di comportamento validi per tutte le situazioni, reali o in 3D che siano». Il che non significa però – precisa l’analista – tarpare del tutto le ali alla creatività dei lavoratori, perché ci deve essere comunque un’affinità personale tra un dipendente e il proprio alter-ego online. Sì dunque alla personalizzazione, ma senza esagerare. Di fronte al capo, in carne e ossa o digitale che sia, meglio mettere da parte il look da replicante alla Blade Runner.

via corriere

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