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L’abito da sposa? Di seconda mano Cade un tabù
10 agosto 2009, 14:00
Filed under: curiosità, web | Tag: , , , ,
Abiti Allure su PreOwnedWeddingDresses

Abiti Allure su PreOwnedWeddingDresses

Nel film Se scappi ti sposo una venditrice di abiti nuziali esorta Julia Roberts, al quarto tentativo di matrimonio, a non spendere troppo per il suo abito: perché buttar via tutti quei soldi per dieci minuti di gloria? Parole sante. Sposarsi è un investimento e l’abito da sposa è una delle voci più costose, nonché passive. Dunque, fermo restando certe esigenze per quel che riguarda modello, tessuto e colore, non si è più disposti a spendere un capitale. E si può approfittare di chi rimette in circolazione il proprio vestito, già usato.

Cade un tabù, l’abito delle nozze non è più un reliquia da conservare nell’armadio per generazioni. Aumentano i divorzi e un amore finito è un motivo più che sufficiente per decidere di sbarazzarsi dell’ingombrante ricordo. A far cambiare idea alle ultime romantiche, comunque, ci pensa la recessione.

Chi sente la crisi approfitta del web. Acquirenti e venditori. Fra questi ultimi, le donne sposate alle quali non interessa più di tanto conservare l’abito nuziale nell’armadio, tanto più se possono guadagnarci qualcosa e ripagarsi, in parte, le spese. Si ricordano le emozioni nel giorno del matrimonio, per ricordare l’abito ci sono foto, video e, sempre più spesso, anche per quest’ultimi si tende al risparmio commissionandoli ad amici e parenti.

Non è cinismo, affermano le interessate, ma valore per la sostanza e praticità, forse anche altruismo perché ne approfittano le future spose per risparmiare. Poco importa se usato. Anche se i soldi da destinare all’abito sono pochi, le donne vogliono vivere da protagoniste il giorno della cerimonia: un vestito firmato di seconda mano risponde alle esigenze di vanità e risparmio.


La tendenza arriva dagli Stati Uniti. Ne ha parlato anche il quotidiano economico Wall Street Journal. E una signora di 38 anni, Josie Daga, ha creato il sito PreOwnedWeddingDresses.com dedicato alla compra-vendita di abiti da sposa.

L’idea è frutto della sua esperienza. E un po’ anche di una beffa del destino. Perché Josie, nel 1999, ha speso ben tremila dollari per acquistare il suo abito. Ma non ha potuto indossarlo perché gli è stato recapitato solo a matrimonio avvenuto. Il vestito non è stato più utile a nessuno, nemmeno alla figlia di Josie, causa differenza di taglia.

Prima, la signora ha cercato di venderlo a un negozio, senza successo. Poi si è rivolta al web ma sia su Craigslist che su eBay, racconta, è incappata solo in truffe. Ma siccome è un’esperta di marketing e pubblicità, ha pensato di far incontrare domanda e offerta su un sito tutto suo. Le inserzioni costano 25 dollari. Oggi se ne contano 2.360.

Un business di successo. Anche perché in vendita ci sono davvero abiti da sogno. E si può acquistare un Oscar de la Renta a 4.000 dollari invece che a 10.000. O un abito di Vera Wang, che a negozio costerebbe quasi 11 mila dollari e sul sito invece è in vendita a 6.350. O un Ralph Lauren per 1.000 dollari. Certo, i prezzi non sono economici. Ma pur sempre ridotti rispetto all’acquisto di un abito nuovo. Poi, se proprio ci si sente a disagio, si può sempre non dirlo a nessuno. La bella figura è assicurata. Per il tempo di un sì.

via Repubblica.it

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